Cellier Saint Benoit
Cellier Saint Benoit è una cantina ormai iconica di Pupillin, nel settore settentrionale del Jura. Sorge in un territorio aspro ma luminoso, oggi tra le zone più ricercate del mondo viticolo. La famiglia Benoit coltiva la vite da quattro generazioni e, nei primi anni Duemila, Denis Benoit decide di concentrare ogni energia sulla vigna e sulla cantina, lasciando le altre colture e fondando ufficialmente il ‘domaine’. Oggi il testimone è passato a Benjamin Benoit, che si è formato e temprato grazie a esperienze in Borgogna e Nuova Zelanda accanto a vigneron come Nicolas Faure, Aurélie Berthod e Charles Lachaux. La sua è una continuità che non replica il passato, ma lo interpreta con uno sguardo colto e contemporaneo, capace di restituire al Jura una voce personale e riconoscibile.
Il lavoro in vigna e in cantina segue un’impostazione rigorosamente artigianale, fondata su una lettura parcellare estremamente fine: dodici lotti distinti, ciascuno vinificato separatamente per preservare l’identità e le sfumature di ogni appezzamento. I vigneti, con un’età media superiore ai cinquant’anni e punte prossime ai novanta, poggiano su un mosaico complesso di marne blu, grigie, rosse e bianche. Le uve vengono pressate a grappolo intero con un’antica pressa verticale in legno, tradizionale dell’area di Arbois. Nessuna scorciatoia tecnica, nessuna forzatura stilistica: fermentazioni spontanee, affinamenti in vecchi foudres e cuves, assenza totale di chiarifiche e filtrazioni, fino a un imbottigliamento manuale per gravità che chiude il cerchio di un lavoro concentrato sul restituire puro frutto.
Nel bicchiere, i vini del Cellier Saint Benoit restituiscono una lettura cristallina e vibrante dei grandi vitigni del Jura: Chardonnay, Savagnin, Ploussard e Trousseau sono espressi con precisione, cura e grande profondità. La freschezza e la tensione minerale sono sempre al centro del sorso, sostenute da una trama gustativa fine, mai estrattiva, capace di coniugare profondità e slancio. Sono vini che parlano sottovoce, ma con una chiarezza impressionante, offrendo dettagli aromatici nitidi e una fedeltà territoriale che emoziona senza bisogno di artifici. Non sorprende che Benjamin Benoit sia stato nominato Vigneron de l’Année nel 2021: un riconoscimento che sancisce l’ingresso di questo giovane artigiano tra le firme più autorevoli del panorama contemporaneo del Jura.
Cellier Saint Benoit è una cantina ormai iconica di Pupillin, nel settore settentrionale del Jura. Sorge in un territorio aspro ma luminoso, oggi tra le zone più ricercate del mondo viticolo. La famiglia Benoit coltiva la vite da quattro generazioni e, nei primi anni Duemila, Denis Benoit decide di concentrare ogni energia sulla vigna e sulla cantina, lasciando le altre colture e fondando ufficialmente il ‘domaine’. Oggi il testimone è passato a Benjamin Benoit, che si è formato e temprato grazie a esperienze in Borgogna e Nuova Zelanda accanto a vigneron come Nicolas Faure, Aurélie Berthod e Charles Lachaux. La sua è una continuità che non replica il passato, ma lo interpreta con uno sguardo colto e contemporaneo, capace di restituire al Jura una voce personale e riconoscibile.
Il lavoro in vigna e in cantina segue un’impostazione rigorosamente artigianale, fondata su una lettura parcellare estremamente fine: dodici lotti distinti, ciascuno vinificato separatamente per preservare l’identità e le sfumature di ogni appezzamento. I vigneti, con un’età media superiore ai cinquant’anni e punte prossime ai novanta, poggiano su un mosaico complesso di marne blu, grigie, rosse e bianche. Le uve vengono pressate a grappolo intero con un’antica pressa verticale in legno, tradizionale dell’area di Arbois. Nessuna scorciatoia tecnica, nessuna forzatura stilistica: fermentazioni spontanee, affinamenti in vecchi foudres e cuves, assenza totale di chiarifiche e filtrazioni, fino a un imbottigliamento manuale per gravità che chiude il cerchio di un lavoro concentrato sul restituire puro frutto.
Nel bicchiere, i vini del Cellier Saint Benoit restituiscono una lettura cristallina e vibrante dei grandi vitigni del Jura: Chardonnay, Savagnin, Ploussard e Trousseau sono espressi con precisione, cura e grande profondità. La freschezza e la tensione minerale sono sempre al centro del sorso, sostenute da una trama gustativa fine, mai estrattiva, capace di coniugare profondità e slancio. Sono vini che parlano sottovoce, ma con una chiarezza impressionante, offrendo dettagli aromatici nitidi e una fedeltà territoriale che emoziona senza bisogno di artifici. Non sorprende che Benjamin Benoit sia stato nominato Vigneron de l’Année nel 2021: un riconoscimento che sancisce l’ingresso di questo giovane artigiano tra le firme più autorevoli del panorama contemporaneo del Jura.






















